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Idee ed
appunti programmatici per
una piattaforma interregionale comune
1. La Governance regionale La riorganizzazione dei poteri locali è necessario che preveda una loro distribuzione, ai diversi livelli e ai diversi soggetti, con una chiara individuazione di ruoli, funzioni e precise responsabilità. Il modello da configurare, per ottenere il più vasto consenso e la migliore efficacia, dovrà includere la logica pattizia tra tutti gli attori e quindi la capacità di “federare” gli interessi collettivi e le rappresentanze sociali. La Regione, quale struttura di raccordo al più alto grado della concertazione territoriale, costituirà il soggetto predisposto alla intermediazione tra lo Stato centrale e la miriade di soggetti territoriali minori (istituzionali, economici, sociali) che per il raggiungimento dei propri obiettivi, in un quadro più complesso delle relazioni e dell’economia mondiale, hanno necessità di coalizzarsi e di armonizzare le nuove strategie di sviluppo. 2. Il lavoro e le imprese L’azione del Governo regionale sarà improntata ad offrire un concreto e costante sostegno, finalizzato a: diffondere la conoscenza di nuove opportunità di lavoro di sempre più elevata qualificazione; favorire, a fronte dell’espansione delle imprese e di una loro stabile presenza sui mercati esteri più promettenti, il ritorno di investimenti sul territorio regionale, anche al fine di annullare le attuali ricadute occupazionali negative; promuovere, su quei medesimi mercati esteri, l’immagine dell’identità regionale tramite una selezionata presentazione delle peculiarità e delle emergenze territoriali; sviluppare la logica di sistema e della progettualità collaborativa tra le istituzioni locali, le forze sociali ed imprenditoriali, le banche, le università e le reti dei servizi territoriali. 3. Il benessere sociale e sanitario Gli interventi dell’Ente Regione si dovranno ispirare alla centralità della persona, al suo benessere psichico congiunto a quello fisico, all’integrazione tra i servizi sociali e quelli sanitari. Il nuovo modello di cittadinanza, sorto a seguito delle recenti trasformazioni del tessuto economico e sociale, a livello locale ha sperimentato relazioni, spesso, non più mediate con le istituzioni di governo della società funzionale; di conseguenza la maggioranza dei cittadini dimostra ancora un discreto grado di fiducia verso gli amministratori degli EE. LL. , ma si riconosce sempre di meno nelle forme partitiche e di organizzazione del consenso tradizionali. Pertanto un nuovo percorso delle azioni amministrative dovrà essere orientato al recupero del senso dell’insieme, riscoprendo la dimensione comunitaria , nella sua accezione solidale più ampia, come possibile modello di rappresentanza “radicato” nel territorio e capace di trasferire la “produzione del benessere” dallo stato sociale alla comunità locale attraverso il diretto coinvolgimento di tutta la società civile. 4. L'ambiente e la gestione territoriale L’ambiente naturale è una risorsa di tutti, che va tutelata per il suo valore “ri-creativo” poiché tende ad essere adattata in parte e gradualmente alle esigenze antropiche : costruzione di infrastrutture (per la mobilità, per vettoriare l’energia e la comunicazione, ecc.), realizzazione di spazi per la residenza, la socialità ed altre attività umane, ecc. Pertanto l’attività programmatoria e di progettazione degli interventi sul territorio dovrà dotarsi di idonei strumenti in grado di garantire sia una soddisfacente celerità nell’attuazione delle opere previste sia un efficace controllo dell’impatto ambientale (in senso lato) delle stesse. In questo momento ci sembrano più urgenti le questioni che attengono al sistema energetico, a quello dei rifiuti, al ciclo integrato delle acque ed al contenimento dei costi nell’offerta di edilizia residenziale (conservando buone caratteristiche costruttive). 5. La cultura ed il turismo Due tematiche amministrative che sempre più vengono affrontate in modo contestuale. In effetti attraverso la cultura avviene un processo, costantemente aggiornato, di piena conoscenza del patrimonio regionale: prima della sua consistenza e qualità (naturalistico,artistico, paesaggistico, enogastronomico, ecc.), poi del suo valore (non solo storico, ma anche attuale e di prospettiva). L’azione del governo regionale si dovrà esplicare sostenendo gli investimenti e l’organizzazione dell’offerta turistica tramite sistemi locali che propongano un’ampia gamma di opzioni, idonee a soddisfare anche le esigenze più specialistiche, ma sempre sostenibili sul piano ambientale ed economico. In genere il turismo viene evocato, con più frequenza, dagli amministratori degli EE.LL. per risolvere, o meglio attenuare gli effetti negativi delle crisi occupazionali di altre attività economiche (agricoltura, artigianato, industria, ecc.). |