La
Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che sancisce
l’obbligatorietà che ai parcheggi a pagamento o
riservati ai
residenti facciano riscontro aree di sosta gratuite.
Le
zone riservate a parcheggio a pagamento debbono necessariamente avere
vicino una zona di parcheggio libera, altrimenti le multe agli
automobilisti che non pagano la sosta nelle strisce blu potranno
essere annullate.
Ciò
significa che non è possibile prevedere parcheggi
esclusivamente a titolo oneroso, infatti il suolo pubblico dovrebbe
essere suddiviso in modo tale da prevede accanto alle aree riservate
ai residenti ed alle aree a pagamento, anche delle zone riservate a
parcheggio gratuito.
E’
evidente che di fronte ad un pronunciamento di questo tipo
l’amministrazione comunale non può che rivedere
con
sollecitudine il piano sosta della città, già
molto
contestato e più volte osteggiato non solo dalla minoranza
di
centro sinistra, ma anche da ampi strati della maggioranza.
Questo
vincolo imposto dalla Cassazione rende anche oltremodo problematico
per l’amministrazione continuare a sostenere la convenzione
con la
ditta SABA, che nei suoi principi generali va esattamente nella
direzione opposta a quelli stabiliti dalla corte suprema.
Detto
in parole semplici, se non ci sono posti liberi accanto ai posteggi a
pagamento si può impugnare la multa. Ciò vuol
dire che
circa il 50% delle multe comminate è impugnabile dinanzi al
giudice di pace, salvo che non siano trascorsi 60 giorni.
La
Cassazione ha comunque previsto delle eccezioni, ossia zone a
traffico limitato, aree pedonali e aree di particolare rilevanza
urbanistica, ma sarà compito dell’amministrazione
dimostrare
che ci si trova effettivamente dinanzi a zone come sopra descritte.
Un
bel pasticcio cui bisogna trovare una soluzione immediatamente anche
valutando l’ipotesi, da noi sempre sostenuta, per cui possano
esserci ulteriori presupposti per un annullamento della convenzione
con la Saba, per ridisegnare un piano sosta più
soddisfacente
e consono alle reali necessità della città e che
non
rappresenti più un onerosissimo cappio al collo
dell’amministrazione.
Auspichiamo
che la giunta comunale convochi al più presto un consiglio
comunale per trovare in maniera chiara e trasparente nuove soluzioni
all’annoso problema, anche coinvolgendo le parti sociali e le
associazioni di categoria.
Stiamo
comunque valutando l’ipotesi di organizzare clamorose
iniziative di
protesta, qualora non riscontrassimo un chiaro e tempestivo impegno
dell’amministrazione nel senso che abbiamo indicato.
L’Alveare