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Una maggioranza senza maggioranza

Lunedì 25 Settembre la maggioranza di centro destra ha fatto saltare di nuovo il Consiglio Comunale. Come al solito è mancato il numero legale, infatti nell’ultima seduta erano ben sei le assenze tra i banchi della Cdl e così la serata si è conclusa con un nulla di fatto, come del resto era avvenuto in occasione di quattro delle ultime cinque convocazioni.

Questa situazione di evidente paralisi amministrativa che riflette un’altrettanto evidente incapacità di comunicazione politica all’interno della stessa maggioranza non può che avere, se protratta ancora oltre, effetti deleteri sulla vita quotidiana della nostra città e sul processo di sviluppo futuro della stessa fermo da 7 anni, inutilmente spessi nell’attesa della realizzazione di progetti e opere pubbliche mai realizzati.

Le assenze di lunedì sera hanno provocato la reazione del senatore Amedeo Ciccanti che ha affermato: “Non venire in consiglio è una cosa irresponsabile; questa seduta era programmata da un mese e tutti lo sapevano, se ci sono dissensi e malumori debbono essere manifestati lealmente in consiglio. Così non è possibile continuare, se non possiamo andare avanti, finiamo qui l'avventura”.

E’ evidente, dunque, che il problema è grave e non di facile soluzione, anche perché in un momento così delicato nessuno ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e la città continua a dover sopportare il peso di una totale incapacità amministrativa.

Intanto martedì, nel corso della riunione dei capigruppo, la svolta. Sono state riconvocate due sedute consiliari per venerdì sera e lunedì mattina in seconda convocazione quando serviranno 15 voti invece di 21 per approvare le delibere.(metodo che si ripeterà per quattro consigli consecutivi). Si cerca così di aggirare lo scoglio del numero legale, come dire aggirare il problema tecnico senza trovare una soluzione a quello politico che è ben più grave.

Ovviamente questa rappresenta una scelta grave e ingiustificabile da parte dell’amministrazione che di fatto svilisce il ruolo politico e amministrativo del consiglio comunale, e di cui la maggioranza dovrà assumersi tutta la responsabilità.

Esprimiamo piena comprensione verso quei consiglieri che hanno manifestato le loro difficoltà e le loro insoddisfazioni sull’operato della giunta, e troppo spesso messi di fronte a importanti responsabilità personali, senza gli opportuni strumenti di approfondimento e di valutazione (si vedano delibere urbanistiche).

Da ricordare le recenti dimissioni del consigliere di Forza Italia Cesare Celani dalla Presidenza della Commissione Bilancio.

Le delibere arrivano in Consiglio già confezionate e blindate senza che ci sia stata o ci possa essere una reale valutazione nel merito delle stesse e sulle quali è fatto divieto assoluto di interferire; l’unico impegno richiesto ai consiglieri di maggioranza è quello di alzare la mano al momento della votazione.

Dopo il Consiglio di lunedì 25 settembre vi è stata una reazione stizzita del Sindaco (e del Presidente Camela), il quale manda l’ennesimo messaggio negativo alla città, con la solita arrogante presunzione di poter fare a meno di tutto e di tutti, ergendosi ad “unico garante” del buon governo cittadino.

Questa maggioranza si è rivelata incapace di ottemperare all’ordinaria amministrazione della nostra città, come possiamo immaginare che possa promuovere e garantire, visto che non ci è riuscita in sette anni, una efficace politica di sviluppo per il rilancio di Ascoli Piceno?

Ci chiediamo allora se non sia giunta l’ora affinché il Sindaco compia un auspicabile atto di umiltà e di coraggio politico, prendendo atto che non ci sono più i presupposti per un’azione di governo efficace e rimetta il suo mandato nelle mani degli elettori.

L’Alveare

 
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