Questa
situazione di evidente paralisi amministrativa che riflette
un’altrettanto evidente incapacità di
comunicazione politica
all’interno della stessa maggioranza non può che
avere, se
protratta ancora oltre, effetti deleteri sulla vita quotidiana della
nostra città e sul processo di sviluppo futuro della stessa
fermo da 7 anni, inutilmente spessi nell’attesa della
realizzazione
di progetti e opere pubbliche mai realizzati.
Le
assenze di lunedì
sera hanno provocato la reazione del senatore Amedeo Ciccanti che ha
affermato: “Non venire in consiglio è una cosa
irresponsabile; questa seduta era programmata da un mese e tutti lo
sapevano, se ci sono dissensi e malumori debbono essere manifestati
lealmente in consiglio. Così non è possibile
continuare, se non possiamo andare avanti, finiamo qui
l'avventura”.
E’
evidente, dunque,
che il problema è grave e non di facile soluzione, anche
perché in un momento così delicato nessuno ha il
coraggio di assumersi le proprie responsabilità e la
città
continua a dover sopportare il peso di una totale incapacità
amministrativa.
Intanto
martedì,
nel corso della riunione dei capigruppo, la svolta. Sono state
riconvocate due sedute consiliari per venerdì sera e
lunedì
mattina in seconda convocazione quando serviranno 15 voti invece di
21 per approvare le delibere.(metodo che si ripeterà per
quattro consigli consecutivi). Si cerca così di aggirare lo
scoglio del numero legale, come dire aggirare il problema tecnico
senza trovare una soluzione a quello politico che è ben
più
grave.
Ovviamente
questa
rappresenta una scelta grave e ingiustificabile da parte
dell’amministrazione che di fatto svilisce il ruolo politico
e
amministrativo del consiglio comunale, e di cui la maggioranza
dovrà
assumersi tutta la responsabilità.
Esprimiamo
piena
comprensione verso quei consiglieri che hanno manifestato le loro
difficoltà e le loro insoddisfazioni sull’operato
della
giunta, e troppo spesso messi di fronte a importanti
responsabilità
personali, senza gli opportuni strumenti di approfondimento e di
valutazione (si vedano delibere urbanistiche).
Da
ricordare le recenti
dimissioni del consigliere di Forza Italia Cesare Celani dalla
Presidenza della Commissione Bilancio.
Le
delibere arrivano in
Consiglio già confezionate e blindate senza che ci sia stata
o
ci possa essere una reale valutazione nel merito delle stesse e sulle
quali è fatto divieto assoluto di interferire;
l’unico
impegno richiesto ai consiglieri di maggioranza è quello di
alzare la mano al momento della votazione.
Dopo
il Consiglio di
lunedì 25 settembre vi è stata una reazione
stizzita
del Sindaco (e del Presidente Camela), il quale manda
l’ennesimo
messaggio negativo alla città, con la solita arrogante
presunzione di poter fare a meno di tutto e di tutti, ergendosi ad
“unico garante” del buon governo cittadino.
Questa
maggioranza si è
rivelata incapace di ottemperare all’ordinaria
amministrazione
della nostra città, come possiamo immaginare che possa
promuovere e garantire, visto che non ci è riuscita in sette
anni, una efficace politica di sviluppo per il rilancio di Ascoli
Piceno?
Ci
chiediamo allora se
non sia giunta l’ora affinché il Sindaco compia un
auspicabile atto di umiltà e di coraggio politico, prendendo
atto che non ci sono più i presupposti per
un’azione di
governo efficace e rimetta il suo mandato nelle mani degli elettori.
L’Alveare