QUALE SVILUPPO?
Ritengo utile ed
opportuno che tutti i partiti politici del centrosinistra propongano
un’analisi, per ragionare di più sullo sviluppo del nostro
territorio provinciale.
In particolare da un
grande partito come i DS è doveroso attendersi riflessioni di
tipo prospettico, ossia di lettura della realtà per
proiettarne problemi e soluzioni in un prossimo futuro, all’interno
di uno scenario complessivo, sempre però in concertazione con
tutti gli alleati politici.
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E evidente in questo momento il pericolo che
emergano localismi, rivalità di campanile, forme di
rivendicazioni egoistiche di un territorio a scapito di un altro.
Nascerebbero così comitati locali che cavalcano paure di
pericoli più o meno reali, ponendo l’accento solo sui
diritti e mai sui doveri.
In conseguenza di ciò prendono
corpo le varie “sindromi di Nimby”, ossia “non nel mio
giardino”, da parte delle popolazioni di alcune aree geografiche,
di fronte alla necessità di interventi strutturali e/o di
impianti che affrontano i problemi dello sviluppo economico con nuove
soluzioni, rispetto agli standard finora conosciuti.
E’
pur vero che gravi colpe nell’emergere di questi fenomeni, sono
anche della politica: primo perché non ha saputo spiegare ai
cittadini, con le dovute prassi democratiche, l’importanza di certe
opere; secondo perché l’eccessiva sudditanza mostrata in più
occasioni dai partiti rispetto ai poteri economici, ha portato i
cittadini a non fidarsi più dei loro rappresentanti eletti
nelle Istituzioni
Sono convinto della inutilità di una contrapposizione
Ascoli San Benedetto, e sulla necessità di trovare le
opportune collaborazioni. Non sono però d’accordo che questa
ricerca di collaborazione si riduca essenzialmente all’integrazione
socio-sanitaria degli ospedali di Ascoli e San Benedetto; perché
ritengo sia opportuno mettere in rete i due ospedali facendoli
funzionare al meglio e non costruendo un nuovo ospedale del “polo
sud della sanità marchigiana” come invece fantasticano in
molti, forse in troppi.
Ritengo
inoltre di vitale importanza ed estremamente necessaria una spinta
più decisa verso le Unioni dei Comuni per la gestione
associata dei servizi e la pianificazione strategica, anche se
andrebbe parimenti affrontato il tema di riequilibrare, con risorse
adeguate, la penalizzazione dei Comuni dell’entroterra, per
eliminare gli oggettivi svantaggi delle zone interne rispetto alle
aree costiere.
Non sono d’accordo riguardo al concetto di
sviluppo che alcuni autorevoli esponenti dei DS vanno da tempo
prospettanto. In particolar modo non penso affatto che “una
parte del progresso e del sostegno alla crescita passa attraverso la
battaglia per le infrastrutture, mezzina, terza corsia A14, ecc....
Non è solo di nuove strade di cui abbiamo bisogno
(aumenterebbero solo l’inquinamento, gli incidenti, i costi
economici e sociali), mentre servirebbero più ferrovie e
trasporti pubblici.
Inoltre, più che di “crescita”, dovremmo
imboccare il sentiero di una “economia di sobrietà”,
considerando maggiormente i fattori quali: l’ambiente, l’equità,
la pace, l’economia solidale, le energie rinnovabili, i beni
comuni, come l’investimento decisivo per mantenere la qualità
della vita nei nostri territori. Così come sarebbe necessario
discutere su investimenti più decisi verso l’integrazione
degli immigrati, il sostegno alle famiglie per i servizi di cura
all’infanzia ed agli anziani, le esigenze dei giovani, e di tutti
gli altri servizi sociali, utili a garantire il buon livello di
coesione sociale che ancora la nostra provincia può esibire,
ma che già mostra i primi, preoccupanti, scricchiolii.
Auspico che si proceda all’apertura di un
confronto serio, programmatico, di medio periodo su quale sia lo
sviluppo che il centro-sinistra pensa per questa provincia,
opportuno, per non rischiare di andare in ordine sparso a costruire
il dopo Celani.
Giuseppe
Iachetti
(Presidente dell’Alveare)
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