Fonte:
Il Messaggero del 3 Novembre 2006
«Nel 1992 accettammo
il sacrificio della manovra economica da 90 mila miliardi
perché eravamo tutti più poveri. Oggi di fronte
ad una Finanziaria da 30 miliardi diciamo di no perché siamo
più ricchi. Non ci sono persone più egoiste dei
ricchi». E' il pensiero del Vescovo diocesano, Silvano
Montevecchi sul dibattito in corso sulla legge di bilancio dello Stato.
Esprime il suo pensiero presentando la tredicesima edizione del corso
di formazione socio politica "Speranza, profezia e utopia".
«I ricchi dicono: i soldi sono miei e basta. Ma se si
tagliano i servizi si colpiscono i poveracci» aggiunge
Montevecchi. «Dobbiamo capire che il benessere è
il frutto della solidarietà. Negli Stati Uniti, ad esempio,
ci sono ricchissimi e poverissimi. Credo che i ricchi debbano essere un
po' meno ricchi e i poveri un po' meno poveri. La Chiesa deve portare
testimonianze per creare un mondo più vivibile. Ci sono cose
volute dall'alto come la Caritas e le cooperative sociali calabresi che
rappresentano intuizioni. La Chiesa è libera, non ha un
partito e per questo può parlare liberamente e
schiettamente». Il corso di formazione socio politica nato da
una intuizione di don Piero Coccia 13 anni fa è oggi
organizzato da don Giampiero Cinelli insieme a validi collaboratori.
Inizia questo pomeriggio (ore 18 alla sala Docens) con un lezione del
prof. Andrea Toma, ricercatore del Censis, sulla società che
cambia. «Quest'anno guardiamo al futuro e precisamente ai
temi della legalità e alla cittadinanza -dice Cinelli- dopo
le lezioni dello scorso anno dedicate ai grandi personaggi del secolo
come De Gasperi. In programma incontri con giuristi come Mario Cicala,
teologi come Luigi Lorenzetti e vescovi impegnati in prima linea come
quello di Locri, Giancarlo Maria Brigantini. Ci saranno anche sociologi
come Luca Diotallevi e parlamentari come la Santolini e
Bobba». Sfruttando l'esperienza del corso di formazione, si
vuole creare anche un "pensatoio" locale. «Vogliamo essere
protagonisti attivi della nostra città nel mondo sociale
-dice il prof. Luciano Cecchetti- senza essere gestiti da altri.
Lavoreremo per creare una rete di persone pronte ad impegnarsi. Ad
esempio, ci sono tantissime famiglie ascolane preoccupate per il
futuro dei propri figli».
di RENATO PIERANTOZZI