Ben
vengano le liste civiche
promosse da Grillo
purché
siano vere liste civiche
In questi
giorni, grazie al “polverone” sollevato da Beppe
Grillo, si sta
parlando molto di liste civiche, sia a proposito che a sproposito.
Ritengo
che noi dell’Alveare, che siamo una lista civica nata nella
primavera del 2004 e che ci siamo già cimentati in una
competizione elettorale nella nostra città, raccogliendo il
6,20% dei consensi, possiamo dire a buon diritto la nostra opinione
in merito.
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L’ingresso
nell’agone politico di altre liste civiche è il
benvenuto.
Più aumentano le persone che si interessano alla politica e
meglio è in quanto ciò fa aumentare la
possibilità
di un ricambio della classe dirigente, e nel contempo rafforza il
tessuto democratico che oggi rischia una pericolosa involuzione,
condizionato com’è dalle oligarchie di partito che
utilizzano la televisione come loro tribuna esclusiva a scapito della
partecipazione popolare e della necessaria interattività del
confronto democratico.
D’altra
parte queste nuove liste che si affacceranno alla politica attiva sui
propri territori, non sono le prime e non saranno le ultime. Nelle
Marche, ad esempio ci sono liste civiche (vedi Solidarietà
Popolare a Castelfidardo, Voce alla Città a Tolentino, Bene
Comune di Fano, Società Civile a Fabriano, Il Ponte di
Fermignano, Liberi per Pesaro solo per citarne alcune) che si
presentano da due legislature, ed in alcuni casi concorrono al
Governo della città. Alcune di questa liste, fra
l’altro,
hanno costituito coordinamenti regionali e nazionali, ed uno di
questi coordinamenti denominato Governo Civico (a cui partecipa anche
L’Alveare) si è anche presentato alle ultime
elezioni
regionali del 2005.
Ovviamente
Beppe Grillo ed i suoi amici dovranno dimostrare capacità
nel
trasformare in proposte politiche quelle che fino ad ora sono state
proteste nei confronti di un sistema politico divenuto
insopportabile, e dovranno mostrasi capaci di trasformare le idee in
proposte politiche attuabili.
E ciò non è affatto
facile né scontato. Abbiamo già visto in passato
come
alcuni movimenti di protesta non abbiano poi saputo trovare il trait
d’union necessario per proporre progetti, idee, soluzioni per
i
problemi del nostro Paese. Se non ci saranno dei valori fondativi
forti, degli ideali democratici autentici, una visione del futuro
positiva e carica di speranza per il destino di uomini e donne, non
sarà possibile garantire per queste liste civiche un impegno
concreto e continuativo nel tempo.
Noi ci
auguriamo, inoltre, che la purezza e la buona fede dello spirito
innovativo di Grillo e dei suoi meet-up non siano fagocitati e
strumentalizzati da personaggi politici che vorrebbero cogliere
questa occasione per riciclarsi, rifarsi una verginità
politica, rilanciare la propria immagine.
Se vorranno
essere vere liste civiche dovranno darsi delle regole chiare,
trasparenti, ma anche rigorose, riguardo le persone che ne potranno
fare parte.
Esse
dovranno essere una occasione reale di rimettere al centro
dell’azione politica il cittadino, di ridare realmente voce
alle
tante persone che finora non hanno potuto esprimere la loro opinione.
Dovranno essere quindi aggregazioni di cittadini e cittadine i cui
contenuti e progetti dovrebbero essere identificati come prioritari
rispetto alle collocazioni politiche, in cui la trasparenza degli
interessi rappresentati sia chiara e la partecipazione di tutti sia
effettiva.
Noi
dell’Alveare siamo nati perché convinti che la
politica deve
tornare ad essere intesa come un impegno concreto a favore della
gente, come un servizio ed una passione per il destino
dell’uomo, e
pertanto deve avere una visione del futuro ancorata a valori
universali, ma contemporaneamente deve agire con coerenza e
pragmatismo nel presente, sforzandosi di mediare coerentemente tali
valori nel vivo delle situazioni quotidiane. Abbiamo detto e scritto
queste cose in tempi non sospetti e ci stiamo impegnando con pazienza
e dedizione ormai da oltre tre anni. Alle ultime elezioni comunali
abbiamo presentato, in qualità di candidati, 33 persone
(uomini e donne) che non avevano mai partecipato attivamente alla
politica e men che meno avuto ruoli istituzionali. Ma non tutte le
liste civiche hanno queste caratteristiche.
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