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La
“Questione” Vicenza
Riporto il comunicato
stampa di Pax Christi sulle questioni della base Nato di Vicenza,
consapevole della complessità dell’argomento
ritengo
comunque necessario avere posizioni valoriali chiare. Quanto espresso
dall’articolo mi trova assolutamente concorde e sono convinto
che
esso esprima una posizione comunque ampiamente condivisa dal nostro
gruppo.
Giuseppe
Iachetti
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Diceva
don Tonino Bello
nel 1987 durante la terribile guerra che travolse nel Golfo Iran e
Iraq e di fronte alla partenza in assetto da guerra dei nostri
soldati: “Quanta tristezza! Non perché
abbiamo visto
‘partire’ i nostri uomini in assetto di guerra. Ma
perché
abbiamo visto ‘tornare’ a uno a uno, con
inesorabile puntualità,
gli argomenti di una logica, che pensavamo esiliati per sempre dal
nostro costume“. Anche oggi vediamo il
ritorno di
argomenti che pensavamo esiliati per sempre dal nostro costume: prima
di tutto le alleanze, per difenderci dobbiamo riarmarci, le amicizia
armate sono preziose, prima gli interessi poi le persone e le loro
ragioni, militarizzare i territori è un dovere
civico,
l’Europa e in essa l’Italia devono dare segni di
responsabilità
internazionale, le logiche della Nato e della sicurezza armata sono
imprescindibili, la lotta al terrorismo che giustifica ogni
scelta, allarghiamo le basi militari serviranno per gli interventi
umanitari (armati) …
Siamo
pienamente solidali
con l’azione della società civile di Vicenza che
si oppone
decisamente all’allargamento della Base di Dal Molin.
Riteniamo
che “l’essere con o contro gli Usa” sia
un approccio
strumentale al problema che chiude ogni dialogo democratico.
In
tal senso: denunciamo la logica della militarizzazione ulteriore dei
territori, denunciamo la decisione conseguente di rilanciare e
rifinanziare il riarmo come soluzione politica alla complessa
conflittualità internazionale, denunciamo la decisione di
confermare il “sistema Guerra”, una guerra
preventiva, globale e
permanente, come intoccabile, chiediamo che il governo Prodi non
conceda l’allargamanto della base di Vicenza, nè
conceda
altri siti alternativi per tale ipotesi, chiediamo che sia accolta e
rispettata l’azione e il parere dei cittadini e
cittadine che
abitano nei territori interessati, chiediamo che il potere e il
sostegno per la costruzione della pace a livello internazionale sia
trasferito all’Onu invece che alle basi militari, chiediamo
che si
costruisca una Politica Estera disarmata e non ossequiente a chi
copre quasi il 50% della spesa militare mondiale, chiediamo al
governo, sui temi del disarmo, della pace e della cooperazione
internazionale un doveroso segno di discontinuità con il
governo precedente chiediamo che le alleanze siano virtuose nel senso
che rispettino con più coraggio gli impegni contro la fame,
la
povertà , l’ingiustizia, lo sfruttamento, la
privatizzazione
esasperata dei beni comuni. più che i patti militari e
spesso
non conosciuti, non discussi e approvati in parlamento.
Ci
avete promesso nel
programma di governo: ” In questo quadro
(geo-strategia del sud
Mediterraneo) reputiamo necessario arrivare ad una ridefinizione
delle servitù militari che gravano sui nostri territori, con
particolare riferimento alle basi nucleari. Quando saremo al governo
daremo impulso alla seconda Conferenza nazionale sulle
servitù
militari, coinvolgendo l’Amministrazione centrale della
Difesa, le
Forze Armate, le Regioni e gli Enti Locali, al fine di arrivare ad
una soluzione condivisa che salvaguardi al contempo gli interessi
della difesa nazionale e quelli altrettanto legittimi delle
popolazioni locali.” (Programma di Governo
dell’Unione - dal
titolo: Per il bene dell’Italia p 109).
Bene,
oggi abbiamo bisogno di decisioni politiche che contrastino
l’ormai
usuale stile del colpo al cerchio colpo alla botte, e che rispettino
le promesse fatte. Coinvolgendo nella Conferenza Nazionale la
Società
Civile e non solo le istituzioni.
Pax
Cristi Italia
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