Assessore
comunale o a
capo di una società comunale? Sarà il Tribunale a
decidere la compatibilità o meno delle due cariche per gli
assessori Luigi Lattanzi, Giovanni Silvestri e Valentino Tega a
vertici delle società Piceno Gas e Ascoli Servizi Comunali.
Questa mattina davanti al giudice Mariangela Fuina si tiene l'udienza
a seguito dell'azione popolare presentata da Pietro Cordoni
(segretario comunale PdCi) e Antonio Sofia
(Lista
civica Alveare). Si replica così l'azione popolare
dopo
l'esposto analogo che nell'estate del 2005 provocò le
dimissioni del sindaco dalle presidenze delle società
comunali. I tre assessori non si sono ancora dimessi dalle
società
in attesa delle nuove nomine che il sindaco Celani deve fare
dall'inizio dell'anno. Nonostante una precisa delibera del consiglio
comunale sulla incompatibilità tra le due cariche, Celani
non
ha mai rimosso Tega, Lattanzi e Silvestri che hanno continuato ad
operare nelle società e nell'esecutivo comunale. Sul fronte
delle nuove nomine cresce l'attesa dentro la maggioranza. I
pretendenti sono tanti anche perché i posti di comando delle
società del gas e dell'ambiente fanno gola. Si tratta di
aziende gestite al pari di quelle private che movimentano denaro per
milioni di euro senza "lacci e laccioli" per assunzioni e
consulenze come un ente pubblico. Dal primo gennaio inoltre l'Ascoli
servizi comunali effettuerà anche il servizio di raccolta
dei
rifiuti solidi urbani per tutto il territorio comunale. In ballo ci
sono i nomi del consigliere comunale di Forza Italia, Umberto Trenta
e di manager come Giuliano De Santis e Maurizio Ramazzotti.
Secondo
le previsioni a Forza Italia spetterebbe la presidenza
dell’Ascoli
Servizi Comunali mentre ad An ed Udc andrebbero le due
società
del Gas. E’ sempre più insistente la nomination
dell’architetto Umberto Trenta al vertice di una delle
società.
«Aspetto di essere convocato dal gruppo consiliare - afferma
Trenta - e ho presentato il mio curriculum perché sono stato
provocato in modo ineducato e sciocco. Bisogna fare gli interessi
della comunità invece di perseguire strategie
politiche».
Fonte:
Il Messaggero