Prendono
stipendi e
indennità milionarie, che non sempre riescono a
giustificare con altrettanto milionari benefici per le aziende che
dirigono. I casi Alitalia
e Fs
da questo punto di vista sono esemplari.
Tra
bonus e liquidazioni d'oro, c'è un abisso incolmabile che li
separa dai dipendenti.
Occorre mettere un freno perché,
come dice Piero Sansonetti dalle pagine di Liberazione,
l'eccesso di ricchezza a questo punto diventa un
furto.
Ecco
che dalle pagine del giornale rilancia la proposta,
già
fatta un anno fa da Fausto
Bertinotti, di mettere un tetto agli stipendi
pubblici. Tetto che si aggirerebbe intorno ai 235mila euro,
ovvero 15 volte lo stipendio più basso (15
mila 684
euro) di un dipendente statale.
Anche se, tra di
loro, c'è già qualcuno
che si è
autoridotto lo stipendio.
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Elio Catania
2,5
milioni
Ex presidente e
amministratore delegato di Fs, pare sia stato liquidato con una
buonuscita di 7 milioni circa Da notare
che sono di
1,3 miliardi le perdite dichiarate dalle Fs per il 2006, mentre nel
2003 l'utile era di 31 milioni
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Giancarlo
Cimoli
2
milioni 700 mila euro
Amministratore delegato e
presidente di
Alitalia
ha dichiarato 2 milioni e 700 mila euro senza contare la lauta
liquidazione ottenuta dalle Ferrovie dopo il suo passaggio
all'Alitalia (intorno ai
6,7 milioni di euro).
Il
suo stipendio (si fa per dire) è aumentato in un anno del
23%.
Per essere più precisi: dai 2 milioni e 269mila euro annui
del
2004 è passato ai 2 milioni e 786mila del 2006 (esattamente
quanto guadagnano 210 dipendenti a contratto standard). Se questo non
è un manager...
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Massimo Sarni
1,296
milioni
Amministratore
delegato Poste Italiane, ha uno stipendio di quasi un
milione e trecento mila euro.
Negli ultimi quattro anni, alle
Poste in pratica è stata cambiata tutta la prima linea
dirigenziale con una spesa per le buonuscite di almeno 8
milioni di euro, applicando a quasi tutti la
regola
del tre, cioè l'equivalente di tre anni di
stipendio
in cambio delle dimissioni.
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Vittorio Grilli
600
mila euro
Ex Ragionerie Generale dello Stato e
attualmente Direttore Generale del Tesoro
oltre che
presidente dell'Istituto Italiano di Tecnologia, denuncia 511
mila euro all'anno guadagnati in Italia e 1
milione
e 800 mila euro all'estero
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Mario
Draghi
450
mila euro
Ex Direttore Generale del Tesoro, ora
Governatore della Banca d'Italia,
dichiara 450
mila euro l'anno
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Corrado Calabrò
440
mila euro
Presidente dell'Authority delle
Telecomunicazioni, guadagna 440 mila euro l'anno
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Mario Andrea Guaiana
350
mila euro
Il direttore generale dell'Agenzia
delle Dogane guadagna 350 mila euro
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Vittorio Crecco
270
mila euro
Direttore generale dell'Istituto
nazionale della previdenza sociale, dichiara 270 mila
euro
l'anno
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Romano Prodi
200
mila euro
La Finanziaria
farà anche arrabbiare le opposizioni, ma tra le vittime
eccellenti c'è anche lui: il premier.
Per effetto dei
tagli al 30% degli stipendi dei ministri (presidente del Consiglio e
sottosegretari compresi) previsti dalla manovra, Romano Prodi si
vedrà decurtare lo stipendio di "ben" 36.901
euro.