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Emergenza Discarica di Campolungo

La situazione della discarica di Campolungo è diventata “esplosiva”. Se infatti, entro poche settimane, non verrà assicurata la copertura finanziaria di 500 mila euro indispensabile per l’avvio del secondo lotto dell’intervento di messa in sicurezza del sito, diverrà definitiva la sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia Europea che infliggerebbe allo Stato Italiano e, in ultima analisi, al Comune di Ascoli Piceno una sanzione forfetaria pari a 9 milioni 920 mila euro ed una sanzione giornaliera di 300 mila euro.

La complessa vicenda ha visto il ruolo attivo e l’attività dell’Amministrazione provinciale che si è prodigata, a fianco degli altri enti del territorio, per risolvere questa straordinaria emergenza esclusivamente per la spiccata sensibilità ambientale e non per obblighi derivanti dalla normativa; infatti sia il “Decreto Ronchi” sia il D.M. 471/99 (regolamento per la politica dei siti inquinanti), non prevedono alcuna competenza specifica o responsabilità di sorta della Provincia per le procedure di bonifica. Nonostante ciò, già dal 2001, l’Amministrazione provinciale aveva impegnato ingenti risorse, quasi 1 miliardo e mezzo di vecchie lire, per concorre al cofinanziamento degli interventi di bonifica. Enorme la preoccupazione per l’incalcolabile danno d’immagine, prima ancora che degli ingenti oneri economici, che subirebbe il territorio e la città di Ascoli Piceno (candidata a far parte al Patrimonio dell’Unesco), se si giungesse alla sentenza di condanna definitiva, un evento che costituirebbe un fatto unico e senza precedenti a livello nazionale ed europeo. La somma complessivamente assegnata dalla Provincia dal 2001 al Comune di Ascoli Piceno è stata di 725 mila euro, ossia la metà dell’importo ritenuto necessario di circa 3 miliardi di vecchie lire dell’ipotesi progettuale elaborata dal Comune di Ascoli nel 1998 (Le somme sono state impegnate ben 3 anni prima della sentenza della Corte Europea del 16 dicembre 2004).

Latitante invece è stata l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Celani, che come in molti altri casi, ha trascurato e sottovalutato il problema, fino a quando non si è avviata la procedura d’urgenza della Commissione Europea. Ora nella situazione finanziari precaria, con le casse comunali vuote e di fronte all’impossibilità di poter accendere mutui per gli anni 2007 e 2008 avendo sforato il patto di stabilità, l’amministrazione è stata presa dal panico.

Il “triunvirato” Celani-Ciccanti-Castelli, tramite il presidente del Consiglio Camela in occasione della riunione dei capi gruppo ha comunicato con soli tre giorni di preavviso di aver fissato per sabato 21 ottobre 2006 alle ore 9.30 un consiglio comunale aperto per discutere sui tagli agli enti locali previsti dalla legge finanziaria, al fine di alzare una cortina fumosa e poter giustificare il sostanzioso aumento della pressione fiscale locale che nei prossimi mesi si abbatterà come una mannaia sui nostri concittadini. Mentre i tagli previsti alla spesa degli enti locali hanno lo scopo di stimolare le amministrazioni locali ad avviare dei percorsi virtuosi che permettano di evitare gli sprechi (notevoli e ben visibili anche nella nostra città a chi vuol vedere e non girare la testa da un’altra parte) e contrarre la spesa pubblica, l’amministrazione comunale strumentalizza, in maniera bieca ed opportunistica, a danno dell’intera collettività cittadina, un presunto accanimento del centrosinistra verso gli enti locali, per mascherare ed occultare le proprie gravissime inadempienze degli ultimi 5 anni, oltre al caso gravissimo di questi giorni della discarica di Campolungo che costerà alla nostra città ben oltre 10 milioni di euro. Il centrosinistra cittadino si è opposto al consiglio comunale aperto, chiedendo che fosse spostato alla data del 28 ottobre 2006 al fine di permettere la partecipazione anche di un rappresentante del governo, ovvero del sottosegretario Colonnella e del presidente Rossi, entrambi impegnati come anche il Sindaco ben sapeva nella data del 21 ottobre ad una assemblea nazionale degli enti locali.

Il centro sinistra non parteciperà al consiglio comunale aperto e accoglierà la cittadinanza all’ingresso del palazzo dei capitani e attraverso un volantinaggio cercherà di spiegare la strumentalizzazione cui tende l’iniziativa dell’amministrazione con la quale si perpetra nella costante opera di disinformazione evitando di affrontare in modo serio e responsabile un problema enorme cui la città si troverà presto a fare i conti.

Siete tutti invita a partecipare.

A presto,

Giuseppe Iachetti


 
G.A.S. Alveare

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