La
nostra non è
una città a misura di bambino, anzi è tra le
peggiori
insieme ad Agrigento, Catanzaro, Trapani e Sassari. Lo dice il decimo
rapporto di Legambiente Ecosistema bambino 2007, che premia i grandi
centri a dispetto dei piccoli comuni. Le città a misura di
bambino sono: Torino, Ravenna, Firenze e Roma. Nella calza della
Befana tante caramelle alle città del Nord, molto carbone al
Sud. Al meridione, le uniche eccezioni riguardano Napoli e
Caltanissetta. Il primato di regione con maggior numero di comuni
premiati va all'Emilia Romagna.
Partecipazione,
aggregazione e strutture dedicate agli under 14 sono la ricetta del
successo. Prime in classifica, dopo Torino, Ravenna (l'anno scorso al
primo posto), Firenze e Roma, Pesaro, Genova, Modena, Parma, Reggio
Emilia, Ferrara, Piacenza, Napoli e Udine a cui Legambiente
attribuisce il giudizio di buono.
Ecosistema
Bambino 2006 - spiegano a Legambiente - è costruito su un
questionario che valuta le forme di partecipazione avviate per
favorire un ruolo attivo dei bambini nella città, le
strutture
dedicate alle politiche per l'infanzia, il rapporto di collaborazione
tra amministrazione comunale e associazioni no profit, i servizi e le
iniziative di aggregazione e di animazione culturale. Purtroppo anche
quest'anno la prima fascia, corrispondente all'ottimo, è
vuota
perché - spiega Legambiente - non esiste nessuna
città
che può vantare un giudizio simile.
I
sindaci delle città prime classificate hanno accolto con
giudizi positivi la ricerca di Legambiente. Siamo molto soddisfatti,
ha detto Walter Veltroni, sindaco di Roma. Roma è tra le
città
europee più sensibili alla valorizzazione della
qualità
della vita dei piccoli cittadini. Simili commenti sono stati espressi
anche da Daniela Lastri, assessore alla pubblica istruzione del
comune di Firenze (Questo riconoscimento ci rafforza nel proseguire a
intraprendere politiche in favore del protagonismo dei bambini nella
nostra città), e dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci
(Il
riconoscimento di Legambiente ci sprona a proseguire insieme per
operare sempre meglio a favore delle nuove generazioni). Il rapporto
di Legambiente rileva che quasi il 60% delle città ha
appuntamenti periodici fra il sindaco e i bambini; più della
metà apre i consigli comunali ai ragazzi e a loro chiede
aiuto
per redarre leggi sulle politiche urbane. Nelle città a
misura
di bambino, si prediligono le ludoteche (71%) e le mostre (58%),
mentre per le iniziative di comunicazione e di gioco prevalgono le
feste all'aperto (77%), rassegne di cinema e teatro (76%), corsi e
laboratori (77%).
Il
diritto di
partecipazione dei giovanissimi in qualità di cittadini
è
sancito dalla convenzione dell'Onu dei diritti del fanciullo - ha
tenuto a precisare Francesco Ferrante, direttore generale di
Legambiente - ma si stenta ancora a considerare il bambino un
cittadino attivo, portatore di opinioni e proposte che non siano
confinate ai tempi infantili. Il nostro monitoraggio - ha concluso il
portavoce dell'associazione ambientalista - serve per mantenere alta
l'attenzione sui comportamenti delle amministrazioni locali ed
evitare il rischio che i più giovani siano soltanto i
'cittadini di domani ma contribuiscano fin dall'infanzia a costruire
il futuro delle loro città.
Fonte: Il
Messaggero